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Dai sistemi antintrusione a quelli di allarme,la casa va protetta, lo dimostra la crescita, lenta ma costante, in Italia, dell'industria legata all'anticrimine
La casa va protetta, lo dimostra la crescita, lenta ma costante, in Italia, dell'industria legata all'anticrimine. Secondo le stime pin recenti dei Carabinieri, i furti in abitazione relativi alla città di Milano, ad esempio, seguono un andamento che varia a seconda dei mesi dell'anno. E se in estate sembrano diminuire, e perche anche la malavita si sposta, ma rimane sempre in azione.
Per mettere la propria casa in sicurezza in previsione delle ferie, non ci vuole molto. E suffi-ciente fare un giro sul sito della Polizia di Stato (www.poliziadistato.it) per trovarvi alcune sem-plici avvertenze, alla portata di tutti. Orologi e gioielli, ad esempio, sono molto pin al sicuro nel caveau di una banca che non sotto il materasso. E decisamente pin prudente affidare il secondo mazzo di chiavi a un vicino piuttosto che infilarlo sotto zerbino. Sempre il vicino può ritirare la posta e fare da sentinella, chiamando il 113 a ogni rumore sospetto. AI momento di partire, poi, e bene non sbandierare in giro i propri programmi. Ma nessun espediente può fare le veci di un capace impianto di allarme, magari in sinergia con una porta blindata o con robuste grate alle finestre!
L'impianto antintrusione
Non esiste un impianto antintrusione standard, che vada bene per qualunque casa e per qual-siasi proprietario. Esiste, invece, l'impianto "a misura di utente", personalizzato, studiato in base alla planimetria della casa, alle sue carat-teristiche, alla sua struttura e allo stile di vita degli inquilini. Come e fatta e quanto e grande l'abitazione? A che piano si trova? Quali sono i beni da proteggere? Queste sono alcune delle domande da porsi, le cui risposte andranno ri-ferite all'installatore di fiducia.
In linea generale, gli appartamenti meno a ri-schio sono quelli ai piani intermedi, senza ter-razzi o balconi. Gli appartamenti pin a rischio sono, invece, quelli a piano terra e agli ultimi piani o con terrazzi e balconi. Riguardo lo stile di vita degli inquilini, e importante considerare sia gli aspetti pratici del vivere quotidiano (in quali momenti della giornata la casa e abitata, a che ora rimane vuota, a che ora arriva la colf, se di notte le finestre vengono lasciate aperte) sia gli aspetti psicologici dell'utente, ovvero le sue paure, il suo personale grado di percezione del pericolo e il proprio, soggettivo bisogno di protezione.
Quando si decide di proteggere la propria casa,una delle prime riflessioni riguarda la scelta tra impianto filare (= cablato) e impianto senza fili (= via radio o wireless). Nel primo caso, le parti che compongono l'impianto sono collegate da una rete di cavi elettrici incassati nel muro; nel secondo caso, invece, niente posa di cavi, ma un collegamento che sfrutta le onde elettromagnetiche. I vantaggi dei sistemi senza fili sono due: non richiedono l'esecuzione di opere murarie e sono rapidi da installare, con conseguente minor costo di messa in opera. Potrebbero essere la soluzione ideale ma, non godendo di un collegamento via cavo, tutti gli apparecchi funzionano solo a batterie, la cui autonomia va dai dodici mesi fino a un massimo dichiarato dal costruttore. Particolare attenzione, quindi, va posta all'autonomia dichiarata dell'impianto e alle sue periodiche sostituzioni.
Un impianto di allarme si compone essenzialmente di tre parti: la centrale, i rivelatori, le sirene e i combinatori te-lefonici. La centrale e paragonabile al "cervello" del cisterna, la parte che elabora tutti i segnali in ingresso e in uscita: analizza quanto viene comunicato dai vari sensori, elabora le informazioni e, quando necessario, genera un segnale di allarme.
I rivelatori hanno invece il compito di "percepire" la presenza di un intruso attraverso modificazioni fisiche nell'area protetta, non riconducibili a semplici variazioni ambientali.
La sirena non e un accessorio. La sua funzione e di fonda-mentale importanza nel richiamare l'attenzione sull'episodio di allarme e nell'allertare il primo intervento. La scelta deve cadere su prodotti certificati IMQ II oppure III livello
lo, garanzia che l'oggetto e stato costruito secondo criteri che lo rendono "sicuro" per chi lo utilizza. Uno di tali criteri riguarda, ad esempio, la frequenza del suono, che deve essere tale da non risultare nociva per l'udito. La certificazione IMQ prevede anche che la sirena sia dotata di protezione contro l'apertura e la sua rimozione dal muro. In particolare, la certificazione IMQ III livello prevede che la sirena sia protetta anche dai tentativi di perforazione. In questi tre casi, deve scattare puntuale l'allarme. Fondamentale e l'auto alimentazione, il fatto, cioè, che possa funzionare con una propria batteria, anche in caso di momentanea assenza di corrente.
Il combinatore telefonico ha il compito di avvisare l'utente che a casa si sta verificando una situazione di pericolo. La segnalazione, nei casi di combinatori Gsm, avviene mediante messaggio vocale o sms a numeri telefonici precedentemente impostati. Una funzione sempre pin utilizzata e, inoltre, quella che consente di interagire telefonicamente con l'impianto, per conoscerne lo stato, attivarlo o disattivarlo. I combinatori, inoltre, sono dotati di memoria telefonica sulla quale vengono registrati una serie di numeri: qualora al primo tentativo non dovesse rispondere nessuno, il dispositivo passa ai numeri successivi. I modelli oggi più diffusi possiedono il trasmettitore Gsm a bordo, ovvero sono in grado di trasmettere la chiamata attraverso il vettore cellulare.
Fonte Ristrutturare la casa
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