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La tegola solare riassume in se tre diverse nicchie.
Con il suo nuovo prodotto in commercio, la «start-up» svizzera Panotron AG riuscita a soddisfare addirittura tre aree di nicchia, presentando una combinazione di tegole fotovoltaiche, moduli ibridi per la produzione di corrente e acqua calda e un inverter di piccole dimensioni. II «nuovo sistema a energia solare» e stato presentato alla fiera Intersolar di Monaco di Baviera, in Germania, ed e già disponibile in commercio, progettato soprattutto per edifici di nuova costruzione o per tetti sottoposti a ristrutturazione totale.
Elemento centrale sono i profili in allu-minio che vanno a sostituire i convenzionali listelli in legno, irrigidendo la struttura e fungendo, al contempo, da supporto e fissaggio per le tegole, da sistema di tra-sporto per la miscela di acqua e glicole del sistema solare termico e infine da griglia di raccolta delle cariche per i moduli foto-voltaici.
II produttore rivela che gli elementi da sei watt denominati «Panopanel» sono realizzati dall'azienda svizzera Megasol Solartechnik e sono composti ciascuno da 96 minicelle monocristalline alte meno di un centimetro e larghe all'incirca dieci. Su una griglia nera di raccolta delle cariche (busbar) se ne contano 48. Gli elementi posizionati sopra it sistema solare termico sono dotati di lato posteriore metallico in funzione di raffrescamento: un vantaggio sia per la resistenza al calpestio che per la sicurezza elettrica, afferma Martin Bieri, inventore del sistema nonché fondatore, socio e direttore tecnico di Panotron. Anche la separazione galvanica dei lati CA e CC, nonché la bassa tensione CC pan a 48 volt contribuiscono all'utilizzo sicuro del sistema.
Gli elementi vengono fissati a coppia mediante un sistema di aggancio a pressione alle tegole appositamente realizzate dalla ditta Ziegelei Rapperswil Louis Gasser AG. Sul lato superiore delle tegole sono posizionati il punto di aggancio e it passaggio cavi, su quello inferiore una clip di fissaggio. II collegamento non viene effettuato con normali cavi e connettori fotovoltaici, bensì con fili elettrici piatti e speciali scatole di giunzione con contatti a innesto aperti, che vengono a loro volta infilati nei cavi e poi dotati di cappuccio: «Si può farlo due o tre volte», spiega Bieri, dopodich6 i contatti si allentano.
Quando it contatto e eseguito corretta-mente, su ciascun modulo si accende un LED che segnala all'installatore che tutto e a posto. Quando l'impianto fotovoltaico sul tetto e pronto, e possibile disattivare l'interruttore centrale dei LED, che possono comunque essere riattivati in un Secondo tempo, per individuare, ad esempio, un guasto.
L'immissione in rete e svolta da piccoli inverter con un solo chilowatt di potenza. Volutamente, il produttore ha deciso di non ricorrere ad apparecchi più grandi, al contempo più efficienti ed economici, alimentando cosi anche la Speranza, come spiega Bieri, di promuovere it mercato dei microinverter, contribuendo al suo sviluppo.
Il «nuovo sistema a energia solare” pare aver convinto la società elettrica svizzera BKW FMB Energie AG che opera a Berna e che da dicembre si e associata all'impresa. A prescindere dalla tecnologia tutta particolare, l'acquisizione dei potenziali clienti dipenderà soprattutto dai costi. Secondo le stime di Panotron, attualmente, it sistema e redditizio se utilizzato in abbinamento con una pompa di calore, che deve essere a sua volta perfettamente predisposta per it calore convettivo proveniente dagli elementi solari termici. Dei circa 58.000 euro lordi che dovrebbero essere sborsati per un sistema destinato a un tetto di 60 metri quadrati, oltre 27.000 se ne andrebbero per i moduli, che vanno a formare i componenti a energia solare da quattro chilowatt.
Una somma di tutto riguardo, ben 6.750 euro per chilowatt, che in poco tempo potrebbe però dimezzarsi, secondo Miro Morava, direttore commerciale per la Germania, perché se solo la ditta riuscisse a ricevere ordini di 50.000 modelli alla volta, la linea di produzione potrebbe essere automatizzata e questa e una quantità di moduli che corrisponde a 300 chilowatt e quindi a circa 75 tetti. Morava, che prima dell'attuale incarico lavorava per la tedesca Solarhybrid AG di Lipsia occupandosi di combinare la produzione di corrente e calore dal fotovoltaico, punta non solo ai mercati svizzero e tedesco. Grazie ai suoi vecchi contatti, vorrebbe espandersi anche su quello italiano e francese, dove l'incentivazione del fotovoltaico predilige l'integrazione architettonica degli impianti.
Fonte Photon
Stefano Eleuteri
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